LA DIGA DEL GLENO – VAL DI SCALVE

Diga del Gleno

Un’escursione facile quella alla Diga del Gleno (1534m s.l.m.), adatta a tutti i livelli e meta di numerosi turisti giornalieri, famiglie e ragazzi che passano la notte in bivacco. Il lago artificiale formatosi con la costruzione della diga ospita numerose trote che di tanto in tanto saltano nelle sue acque.

È una meta molto gettonata, soprattutto in estate, che molti di voi già conosceranno per la sua importanza storica, ma che sicuramente merita una menzione.

Prima di tutto è d’obbligo una piccola introduzione. Ci troviamo in Val di Scalve, la valle del torrente Dezzo.

La storia della diga del Gleno inizia nel 1907, quando venne chiesta una concessione per lo sfruttamento idroelettrico del torrente Povo, affluente del Dezzo, che avrebbe dovuto garantire una produzione di energia di circa 5000 hp/h. La diga fu costruita tra il 1916 e il 1923, il progetto iniziale prevedeva la realizzazione di una diga a gravità, ma in corso d’opera fu trasformata in una diga ad archi multipli e le arcate della parte centrale invece che poggiare sulla roccia, venivano poggiate sul tampone a gravità realizzato sulla base del precedente progetto. Nonostante una diffida immediata al proseguimento dei lavori a seguito di un’ispezione (1921), i lavori continuarono; la nuova variante al progetto fu presentata solo nel 1923. La lunghezza della diga era di 260m e avrebbe dovuto contenere sei milioni di metri cubi di acqua in un lago artificiale di 400000 metri quadrati.

Nell’ottobre del 1923 a seguito di violente precipitazioni il bacino si riempì e ciò portò a numerose perdite, soprattutto a livello delle arcate centrali. Il 1° dicembre 1923 alle 7.15 le arcate centrali della diga crollarono e il volume d’acqua contenuto all’interno del bacino idrico si riversò verso la valle.

Vennero travolte le località di Bueggio, Azzone e Dezzo, fino ad arrivare a Darfo. Le vittime ufficiali furono 356.

Approfondimento: https://www.archiviogleno.it/

Questo sito d’interesse si può raggiungere da Pianezza o da Bueggio, rispettivamente seguendo i sentieri CAI 411 e CAI 410, oppure da Nona o da Loc. San Carlo. A me piace alternare le vie di salita, che nonostante la loro vicinanza offrono scorci completamente differenti sulla valle. La salita da Pianezza inizia dal paese, un breve tratto tra i prati e successivamente segue un condotto idrico, con una risalita veloce in quota, per poi alleggerirsi con una facile passeggiata in piano fino a raggiungere la diga. La salita da Bueggio propone una risalita a pendenza più costante fino alla diga. Entrambi i sentieri sono classificati come escursionistici e non presentano grandi difficoltà.

Il sentiero 411 ha un tempo di percorrenza di circa 1 ora. Se siete in compagnia del vostro cane vi consiglio di tenerlo legato nel tratto pianeggiante perché risulta un po’ esposto; non è invece pericoloso per le persone in quanto dotato di barriere. Da qualche anno, in alcuni periodi estivi, vige il divieto di arrivare a Pianezza in macchina; il tratto è garantito comunque da un servizio navetta.

Il sentiero con partenza da Bueggio (1052m s.l.m.) ha una durata leggermente superiore, inizia con una leggera pendenza fino alla località Ponte del Gleno, dove si possono osservare le marmitte dei giganti. Da qui si entra nel bosco e la pendenza aumenta. Il tratto in salita termina leggermente più in alto permettendo di osservare dall’alto dei muri – non percorribili – la diga e il bacino retrostante.

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